Comunicazione del Presidente 30 Gennaio

 

Cari Soci, vi proponiamo un ipotetico programma escursionistico pensando in positivo, evidentemente con viaggio in auto. Non possiamo indicare delle date certe non conoscendo le future disposizioni legislative, tuttavia, se sarà possibile,ve lo faremo sapere con comunicazioni su questo sito e sul Gruppo CAI. Sono escursioni di allenamento, per la ripresa. Siamo ansiosi di ritrovarci e speriamo di poterlo fare quanto prima.

Un abbraccio, il Presidente Fausto Capra

 

Sentiero del Malvasia e del Romanico

Lunghezza: 13,9 km

Dislivello: 504 m – percorso ad anello

Partenza / Arrivo: Castelnuovo Don Bosco

 vezzolano

L’itinerario si snoda tra i vigneti del Malvasia autoctono, su una bellissima cresta da cui, in condizioni favorevoli, è possibile avere una vista che spazia dal Monviso al Gran Paradiso al gruppo del Rosa.

Nel territorio a Sud della linea del Po fino alla linea del Tanaro e, in particolare, nell’Astigiano, numerosa è la presenza di chiese romaniche a testimonianza dell’alto grado di religiosità delle popolazioni che abitavano in questi luoghi in quei lontani tempi (secoli XI e XII).

Esse si trovano, oggi, assai spesso, solitarie su rilievi collinari; a volte, sono sperdute nei boschi; a volte, nei cimiteri.

Il percorso in salita ripercorre, appunto, l’antico cammino che i pellegrini compivano per raggiungere la Canonica di Vezzolano, e il belvedere del borgo di Albugnano.

Alla Canonica di Vezzolano, non può esser trascurata la visita della chiesa e del chiostro. Si tratta infatti di uno dei monumenti romanico-gotici più importanti dell’Italia settentrionale con un impressionante ciclo di affreschi.

Giro dei Cinque Laghi d’Ivrea

Lunghezza: 11,5 km

Dislivello: 562 m – percorso ad anello

Partenza / Arrivo: Montalto Dora

cinque laghi

Di notevole interesse geologico, naturalistico e faunistico, la zona dei Cinque Laghi della Serra d’Ivrea – una delle più belle del Canavese – offre la possibilità di immergersi nel verde passeggiando a piedi, in bicicletta o a cavallo tra i sentieri che collegano questi bacini morenici: San Michele a Ivrea, Campagna a Cascinette d’Ivrea, Sirio tra Ivrea e Chiaverano, Pistono a Montalto Dora e Nero tra Montalto Dora e Borgofranco d’Ivrea, tutti circondati da colline che regalano colori indimenticabili in ogni stagione.

Oltre ai cinque laghi, si incontrano numerose zone umide la cui formazione risale al termine dell’ultima glaciazione, quando le acque di scioglimento del ghiacciaio in ritirata riempirono le depressioni una volta occupate dal ghiaccio, dando origine agli ambienti lacustri e di torbiera attuali (le Terre Ballerine).

Tra la Serra e la Bessa

Lunghezza: 16,6 km

Dislivello: 524 m – percorso ad anello

Partenza / Arrivo: Vermogno (BI

bessa

“Ultime risaie, alberi secolari, una miniera d’oro abbandonata, poi un declivio disseminato di castelli e santuari. In alto, appartato in una valletta, un arcipelago di casette e un camino che fuma, il monastero” Così il giornalista Paolo Rumiz descrive, nel suo Gerusalemme perduta, il paesaggio tra la Serra e la Bessa.

Un aspetto lunare, con cumuli di grandi dimensioni accostati come dune di un deserto, costituiti di sassi di varia grandezza. Tra i cumuli sono visibili molte strade, che recano evidenti segni del passaggio di carri o di grosse slitte, che molto probabilmente servirono alla costruzione dei cumuli stessi.

Questo è l’aspetto che si coglie entrando per la prima volta all’interno della Riserva speciale della Bessa, istituita nel 1985. Ma il fascino della Bessa risiede anche nella sua storia.

Una cosa ormai è certa. Tutto questo grande territorio, quasi dieci chilometri quadrati, è stato interamente modificato, nel suo aspetto, dal lavoro di migliaia di uomini che in epoca romana trasformarono la Bessa in una delle più grandi miniere d’oro a cielo aperto del mondo.

A Magnano, borgo di impianto medievale immerso nel verde della Serra di Ivrea, troviamo un ricetto che si sviluppa su tre vie principali, parzialmente abitato, costituito da antichi fienili, locali e cantine chiusi sempre da portoni in legno molto caratteristici con grossi chiavistelli.

Inserita in uno splendido contesto naturale, Bose è una delle più note comunità monastiche d’Europa, che riunisce uomini e donne provenienti da chiese cristiane diverse: cattolicesimo, protestantesimo e mondo ortodosso.

Anello di Santa Cristina

Lunghezza: 10,2 km

Dislivello:763 m – percorso ad anello

Partenza / Arrivo: Ceres

santa cristina

È uno dei percorsi più conosciuti delle Valli di Lanzo per le molte testimonianze di religiosità che custodisce, dai piloni votivi alle cappelle, al santuario di Santa Cristina che sorge a picco sulla roccia a 1340 m di quota.

L’origine del santuario è antichissima, già nel 1440 si ha notizia di una piccola chiesetta mentre il santuario venne eretto nel ’600.

Salendo da Ceres si trovano altri due edifici religiosi tra loro vicini: la Cappella della Madonna degli Angeli, la cui bianca sagoma si distingue anche dal fondovalle, e la minuscola Cappelletta degli Appestati, costruita durante un’epidemia di peste.

Il dolmen di Cantoira trova analogia con megaliti presenti nel versante occidentale delle Alpi e della Francia meridionale. Questo tipo di strutture ospitavano probabilmente delle sepolture anche se non sono stati trovati manufatti all’interno o nei dintorni

A pochi passi dal Dolmen, ma nascosto dalla vegetazione invadente, si trova un maceratoio per la canapa chiamato localmente “neiveu”.

L’anello di Santa Cristina scende sul versante opposto a quello di Cantoira rientrando a Ceres lungo il “sentiero natura” sul fondovalle.