Letture ad Alta Quota


Anno di pubblicazione 2012

“Kurt Diemberger è uno dei grandi dell’alpinismo mondiale. Giunto al suo 80° compleanno, lo vediamo guardarsi indietro e contemplare con sorridente distacco la sua lunga carriera alpinistica. Dagli inizi quando, negli anni ’50, affrontò le più difficili vie di roccia e ghiaccio delle Alpi, per proseguire in Himalaya e nel Karakorum, dove realizzò le prime ascensioni assolute del Broad Peak e del Dhaulagiri, senza ossigeno e senza portatori d’alta quota. Diemberger ha poi salito altri quattro “ottomila” (Makalu, Everest, Gasherbrum II e K2) e per anni si è dilettato a documentare le montagne più spettacolari e i paesaggi più affascinanti del mondo. In questo libro, Kurt non si limita a raccontare e descrivere le sue avventure, ma tratteggia con passione e maestria le emozioni che lo hanno accompagnato in alcune situazioni al limite, con le quali ha dovuto confrontarsi e sulle quali nei suoi precedenti scritti non si era ancora soffermato. Fra queste la discesa dal Chogolisa, da solo e nella tormenta, dopo la scomparsa di Hermann Buhl; poi le angoscianti sensazioni provate durante la tragedia del K2 nel 1986, dove lui stesso si salvò per un soffio a 8000 metri di altitudine. Nel libro, Diemberger si chiede: è tutto casuale ciò che avviene? C’è qualcuno o qualcosa che guida gli eventi? Queste sono le domande che Kurt Diemberger si pone, e da esse trapela la profonda saggezza che lo ha sempre accompagnato, soprattutto mentre lottava per sopravvivere.”



Anno di pubblicazione 2009

“I’ll trade all my tomorrows for a single yesterday: cambierei tutti i miei domani per un solo ieri, come canta Janis Joplin.” È forse proprio questo il tempo che vorrei. Lorenzo non sa amare, o semplicemente non sa dimostrarlo. Per questo motivo si trova di fronte a due amori difficili da riconquistare, da ricostruire: con un padre che forse non c’è mai stato e con una lei che se n’è andata. Forse diventare grandi significa imparare ad amare e a perdonare, fare un lungo viaggio alla ricerca del tempo che abbiamo perso e che non abbiamo più. È il percorso che compie Lorenzo, un viaggio alla ricerca di se stesso e dei suoi sentimenti, quelli più autentici, quelli più profondi. Il nuovo libro di Fabio Volo è anche il più sentito, il più vero, e la forza di questa sincerità viene fuori in ogni pagina. Ci si ritrova spesso a ridere in momenti di travolgente ironia. Ma soprattutto ci si ritrova emozionati, magari commossi, e stupiti di quanto la vita di Lorenzo assomigli a quella di ciascuno di noi.



Anno di pubblicazione 2011

Il nome di Ermanno Salvaterra è oggi legato alla montagna simbolo della Patagonia: il Cerro Torre. Discendente di una famiglia di rifugisti, Ermanno ha subito il fascino della montagna fin da piccolo. Molti sono gli aneddoti delle sue scorribande nei dintorni del Rifugio XII Apostoli, gestito dai genitori, nel cuore delle Dolomiti di Brenta, dove Ermanno è stato influenzato da insoliti e inanimati “consiglieri” come il Campani! Basso, la Brenta Alta, il Crozzon di Brenta… insostituibili compagni che gli parlavano di gloriose giornate vissute tra roccia e aria. Un libro autobiografico, scritto a quattro mani, tra le cui pagine sono descritte le sue grandi ascensioni patagoniche. Nel finale, i due autori fanno una profonda analisi interiore delle gioie e dei dolori del voler trascorrere un’esistenza per le montagne. Ma sono sempre le esperienze patagoniche di Ermanno a parlare, con numerosi aneddoti e racconti delle sue grandi ascensioni. Un libro che rivela Ermanno Salvaterra come un uomo – e alpinista – profondamente legato al “Grido di Pietra”; quel Cerro Torre che ha voluto consegnare a lui le chiavi dei suoi più intimi segreti, conferendogli di diritto il titolo di “Uomo del Cerro Torre”.



Anno di pubblicazione 1997

Nelle brevi storie di questo libro di Mauro Corona, Il volo della martora, troviamo la durezza, l’asprezza della vita nelle strette e impervie valli delle montagne friulane. Riviviamo così il mondo chiuso dei paesi, ascoltando l’eco delle città che risale dalla pianura lungo la Val Cellina, portato dai mercanti che macinano chilometri nel loro commercio di manufatti di legno. Proprio in uno dei racconti più riusciti, nel quale sembra di cogliere il nucleo narrativo del Il volo della martora, si narra di una venditrice ambulante rimasta l’ultima abitante di una contrada del paese di Erto, testimone superstite di un passato spazzato via dalla modernità, che in questa terra si è incarnata nella frana provocata dalla costruzione della diga sul torrente Vajont. Giovane ragazza, la donna comincia il suo peregrinare tra i paesi di tutto il Friuli, fino alla grande Trieste, trascinando il carretto carico di ciotole, mestoli e cucchiai (frutto del lento lavoro d’intaglio del fratello durante il trascorrere degli inverni), trovando alloggio nelle stalle delle case contadine friulane. Corona segue il lento incedere della donna fino all’ultimo ritorno al paese, la scomparsa del lavoro ambulante, la tragedia della frana e la sua disperata resistenza.



Anno di pubblicazione 2010

Dal Monte Bianco al K2, dal Cervino alla Patagonia, in questo libro il celebre alpinista lombardo salda molti conti aperti. Anzitutto con quel ventenne appassionato di montagna che sognava l’amicizia e l’Himalaya e che invece fu costretto a maturare, in quota, attraverso cocenti delusioni. Poi con le nuove e schiettamente disprezzate tecniche di arrampicata estrema. Infine con i colleghi scalatori, tanto più critici quanto più invidiosi. Quella “cricca di lillipuziani sedicenti innovatori”, che lo porterà a scendere, disgustato, dalle montagne. Il libro non è solo occasione di polemica ma anche cronaca diretta e dettagliata della sua testarda ricerca dei limiti del possibile.


Pochi sanno delle Alpi segrete. Eppure lassù si nascondono itinerari e storie che non si faranno dimenticare.«Le Alpi segrete sono isole meno note del grande arcipelago alpino. Isole dove sopravvive la convinzione che esistano tipi fisici speciali, o dove si trovano i segreti di vecchi alpinisti, o dove ricompare l’orso, o dove si riscoprono antiche chiese affrescate. Le Alpi segrete sono spazi sfuggiti a quel turismo che mira alla definizione di rassicuranti stereotipi. Sono invisibili perché programmaticamente ignorate dalla nostra cultura.»Quando si dice Alpi, i più pensano subito alle solite (poche) cime famose: il Cervino, il Monte Bianco, il Gran Paradiso, le Dolomiti. Oppure alle località più alla moda. In realtà questi luoghi dell’industria del turismo non sono che spazi circoscritti. Oltre alle montagne da cartolina, si apre, infatti, il vasto ‘mare alpino’, un mondo appartato, in gran parte sconosciuto.Marco Albino Ferrari, che nel corso degli ultimi vent’anni ha percorso quelle vallate e quelle cime, racconta le loro storie e ci accompagna fra meraviglie ormai destinate a sparire nell’oblio, fra i ricordi dell’antica società montanara e l’epica della scoperta delle alte quote.Una narrazione straordinaria, scritta per chi ama le Alpi e per chi ancora non le conosce.


Con la scomparsa di Walter Bonatti (il 13 settembre scorso a Roma, dopo una fulminante malattia) non se n’è andato solo uno degli ultimi protagonisti dell’alpinismo classico, ma anche un simbolo dell’Italia del Dopoguerra, l’Italia migliore, quella mossa da nuove energie etiche e ideali che hanno contraddistinto la prima parte della nostra storia repubblicana. Montagne non poteva rimanere indifferente a questo lutto. Già a lavori avviati sull’annunciata monografia dello Sciliar (ora slittata a prima di Natale) ha deciso di dedicare un numero speciale alle Alpi esplorate da Bonatti. Attraverso il racconto della sua vicenda di alpinista ritorniamo così sui più significativi gruppi della catena alpina. E soprattutto ci caliamo in un tempo che non è il nostro, e che ha la forza di accendere – così è stato in noi durante i lavori – un sentimento di affetto e di incanto. Un sentimento dolceamaro per il passato, quando le montagne non erano ancora assediate dal turismo, quando le alte quote erano terreno di esplorazione, quando l’alpinismo era “comprensibile” e non ultratecnico, quando si usavano attrezzi e indumenti costruiti con materiale di cui si capiva l’origine – legno, lana, cuoio – e non quelli più efficaci ma anche più anonimi che il progresso ci ha portato – plastica, fleece, carbonio Si sa, la nostalgia è la gemella oscura del progresso, ne è l’ombra. Ma può essere anche un rassicurante rifugio. Sfogliando queste pagine passiamo tra i colori sbiaditi del Kodakrome, tra i bianchi e nero di un passato che tendiamo a mitizzare, più ingenuo ma anche più ricco di ideali, più incantato. Walter Bonatti era soprattutto un sognatore e induceva a sognare. Con lui e con l’alpinismo in quegli anni la gente immaginava mondi lontani, irraggiungibili. Erano sogni “geografici”. Oggi Walter Bonatti ci riporta non solo lontano nello spazio, ma anche nel tempo. E così, più di allora, ci riporta a sognare.


ANUK-La storia vera di un cane da valanga – di Enrico Camanni e Daniele Ollier
Anno di pubblicazione 2011

Che cosa c’è nell’incontro tra un cane da valanga e il suo addestratore che fin da bambino amava gli animali? Niente di miracolistico perché le valanghe sono ancora più forti dei cani e delle persone, ma una storia di collaborazione che negli anni diventa amicizia, sintonia e complicità. Da quando impara ad amarlo, il cane soccorre simbolicamente il padrone in un gioco che può essere divertente o serissimo, e talvolta tragico, ed è sempre mosso dall’istinto dell’animale e dalla sua relazione con l’uomo. Questo libro racconta a due voci le avventure di un uomo e del suo cane che percorrono le montagne della Valle d’Aosta per portare aiuto alle vittime della neve. Dietro i nomi di fantasia si nasconde una storia vera.


L’ULTIMO ABBRACCIO DELLA MONTAGNA

Anno di pubblicazione 2009

Il 15 luglio 2008, Karl Unterkircher, alpinista di fama mondiale, moriva inghiottito in un crepaccio sul Nanga Parbat, la nona vetta del mondo, ribattezzata dagli himalayani “la mangiauomini”, a causa delle molte vittime che ha fatto tra gli scalatori professionisti (tra loro, il fratello di Reinhold Messner). Cosa ha portato Karl e la sua cordata a sfidare quelle pareti inespugnabili? Cosa spinge un uomo a cercare una sfida così audace? In questo tributo appassionato al padre dei suoi tre figli, Silke ci restituisce il ritratto di un uomo legato indissolubilmente a quel mondo estremo che amava più della sua stessa vita, e ci aiuta a capire che spesso dietro scelte così rischiose non si nasconde un desiderio di affermazione, ma un sentimento del tutto estraneo a chi non conosce la magia dell’esplorazione. Perché, come diceva Karl, non sono gli scalatori a cercare il rischio; è la montagna che chiama.


TUTTI I 4000- L’aria sottile dell’alta quota

Anno di pubblicazione 2010

Le 82 vette più elevate delle Alpi, quelle che superano la fatidica soglia dei 4000 metri. Il fascino dell’aria sottile e dell’alpinismo nel mondo delle altezze. La poesia e la tormentata geografia di un pianeta dimenticato. Ma anche e soprattutto il modo di scalare le cime, i consigli per scegliere la via di salita più adatta alle proprie capacità, i suggerimenti per concatenare più salite col minimo sforzo, la strategia per portare a termine la collezione dei 4000, le idee per muoversi con sci e pelli di foca verso le vette che lo consentono. E poi la storia di ieri e quella di oggi, dalle prime collezioni portate a termine quasi “per caso” ai concatenamenti di oggi, fino alla corsa 82 x 82. E ancora le statistiche, i numeri, le cronologie, i grandi nomi dell’alpinismo attratti dalla “corsa” ai 4000.


LA COTOGNA DI INSTAMBUL – Ballata per tre uomini e una donna

Anno di pubblicazione 2010

Paolo Rumiz racconta di Max e Maša, e del loro amore. Maximilian von Altenberg, ingegnere austriaco, viene mandato a Sarajevo per un sopralluogo nell’inverno del ’97. Un amico gli presenta la misteriosa Maša Dizdarevic´, “occhio tartaro e femori lunghi”, austera e selvaggia, splendida e inaccessibile, vedova e divorziata, due figlie che vivono lontane da lei…. Scatta qualcosa. Un’attrazione potente che però non ha il tempo di concretizzarsi. Max torna in patria e, per quanto faccia, prima di ritrovarla passano tre anni. Sono i tre anni fatidici di cui parlava La gialla cotogna di Istanbul, la canzone d’amore che Maša gli ha cantato. Maša ora è malata, ma l’amore finalmente si accende. Da lì in poi si leva un vento che muove le anime e i sensi, che strappa lacrime e sogni. Da lì in poi comincia un’avventura che porta Max nei luoghi magici di Maša, in un viaggio che è rito, scoperta e resurrezione. Paolo Rumiz scommette sulla forza delle grandi storie e si affida al ritmo del verso, della ballata. Ne esce un romanzo-canzone singolare, fascinoso, avvolgente come una storia narrata intorno al fuoco.


IL PESO DELLA FARFALLA

Anno di pubblicazione 2009

Questa è la storia di un camoscio, magnifico animale di montagna, che rimasto orfano, impara tutto da solo, senza appartenere a un branco. E’ forte, unico, bellissimo. Sfida tutti senza timore e diventa il “re dei camosci“. Ma questa è anche la storia del cacciatore che lo ucciderà. Il vecchio cacciatore che vive da solo nella casa del bosco e racconta poco della sua caccia, perché non ha storie da raccontare. Nemmeno una che possa conquistare una donna. Con sua sorpresa una giornalista si mette in testa di seguirlo, su in montagna. Non accetta subito la cosa. Perché lui non è abituato a frequentare le donne e chi non le frequenta, scrive Erri De Luca, ha “dimenticato che hanno di superiore la volontà. Un uomo non arriva a volere come una donna“. Il cacciatore è spaesato e ha timore. E poi da anni, tra lui e il camoscio, c’è un silenzioso scontro. Uno scontro che conoscerà fine nel mese di novembre… Libro breve, scritto benissimo, con un ritmo deciso, ma con una musica lenta, paziente. Erri de Luca racconta questa storia in maniera molto lieve, lieve come la neve che fa cadere in montagna e come il battito d’ali di quella farfalla bianca. Con abilità e rispetto entra in queste due solitudini, raccontandoci prima di un duello lungo anni e poi di una pietà finale, di un abbraccio forte e eterno che vede queste due solitudini legate nella morte, come lo erano anche nella vita. Leggera e presente emozione.


FORTEZZA DI CRISTALLO

Anno di pubblicazione 2011

Romanzo storico ambientato sulle Dolomiti nel 700, molti anni dopo la disfatta dei turchi a Vindobona. E’ la storia di un ufficiale della posta imperiale, Alfred Castelrut, e di una lettera trovata in un crepaccio con una richiesta di soccorso che coinvolgerà l’ufficiale in una difficile missione attraverso una catena di montagne poco conosciute. In un avamposto di confine, è comparsa una strana donna con un bambino – una tartara di nome Assur – che ogni sera, al ritmo del tamburo, va in trance ammaliando la guarnigione con ritmi strani e avvenimenti prodigiosi. Spetta al tenente Castelrut risolvere il mistero di questa donna, con l’aiuto di un frate alchimista e di un drappello di soldati tirolesi.


LA SOLITUDINE DEI NUMERI PRIMI
 
Anno di pubblicazione 2010

Alice è una bambina obbligata dal padre a frequentare la scuola di sci. È una mattina di nebbia fitta, lei non ha voglia, il latte della colazione le pesa sullo stomaco. Persa nella nebbia, staccata dai compagni, se la fa addosso. Umiliata, cerca di scendere, ma finisce fuori pista spezzandosi una gamba. Resta sola, incapace di muoversi, al fondo di un canale innevato, a domandarsi se i lupi ci sono anche in inverno. Mattia è un bambino molto intelligente, ma ha una gemella, Michela, ritardata. La presenza di Michela umilia Mattia di fronte ai suoi coetanei e per questo, la prima volta che un compagno di classe li invita entrambi alla sua festa, Mattia abbandona Michela nel parco, con la promessa che tornerà presto da lei. Questi due episodi iniziali, con le loro conseguenze irreversibili, saranno il marchio impresso a fuoco nelle vite di Alice e Mattia, adolescenti, giovani e infine adulti. Le loro esistenze si incroceranno, e si scopriranno strettamente uniti, eppure invincibilmente divisi. Come quei numeri speciali, che i matematici chiamano “primi gemelli”: due numeri primi vicini ma mai abbastanza per toccarsi davvero. Un romanzo d’esordio che alterna momenti di durezza e spietata tensione a scene rarefatte e di trattenuta emozione, di sconsolata tenerezza e di tenace speranza.


MALASTAGIONE

Anno di pubblicazione 2011

Nel bosco di castagni che domina Casedisopra, minuscolo paese dell’Appennino tosco-emiliano, se ne sta appostato in attesa della preda il vecchio Adùmas, montanaro con un nome da romanzo (il padre, appassionato dei Tre moschettieri, lo ha chiamato come l’autore, un certo A. Dumas…). Non è un bracconiere di professione, Adùmas, ma ogni tanto prende la doppietta e va nel bosco. È il brùzzico, il crepuscolo, e Adùmas ha appena bevuto qualche sorso di grappa, giusto per ingannare l’attesa, quando poco lontano spunta una bestia come non ne ha mai viste e come nessuno ne vedrà più. Il dito gli si congela sul grilletto e in un attimo la bestia fugge via. Non c’è grappa o crepuscolo che tenga: davanti ai suoi occhi è appena comparso un cinghiale con un piede umano tra le fauci. I paesani, convinti che il vecchio abbia alzato troppo il gomito, sono subito pronti a schernirlo… Tutti, tranne Marco Gherardini, detto Poiana, ispettore della Forestale che nonostante la sua giovane età sa bene quanti segreti possa nascondere la terra scura sotto i castagni. E poiché anche un Forestale può occuparsi di delitti, quando il crimine si fa largo nei suoi territori, Poiana comincia subito a indagare attorno al caso del cadavere privo di un piede che forse giace in mezzo al bosco. Ma gli tocca scoprire subito che le relazioni e gli affari tra i notabili del luogo creano un groviglio di interessi più pericoloso e inestricabile di un roveto.


OLTRE LA MONTAGNA

Anno di pubblicazione 2010

Come si diventa uno dei migliori alpinisti d’alta quota al mondo? Bisogna trovare fondi per una spedizione, attraversare alcuni tra i più pericolosi paesi della terra, sopravvivere a bivacchi glaciali, alla bruciante agonia dei propri polmoni, alla torbidezza della propria mente, se ancora se ne disponga. Significa apprendere le dure lezioni che impartiscono le montagne. Reinhold Messner definisce Steve House il migliore alpinista d’alta quota al mondo d’oggi, un onore che egli declina. «Sentirsi chiamare il “migliore” – dice Steve – mi mette profondamente a disagio. Quello a cui ambisco è di arrivare a dare il meglio di me stesso. L’alpinismo è troppo complesso per essere costretto entro i termini di una gara. È semplicemente qualcosa che non si presta ad alcun raffronto. Scalare riguarda il processo, non il raggiungimento. L’istante in cui la tua testa non è più concentrata sulla salita che si trova ad affrontare è il momento in cui si fallisce». Steve House ha costruito il proprio nome lungo salite nelle Alpi, nelle catene montuose di Canada e Alaska, Karakorum e Himalaya, capaci di espandere gli orizzonti dello stile, della velocità e delle difficoltà. Nel 2005, in cordata con Vince Anderson, Steve ha aperto una nuova via diretta lungo il versante Rupal del Nanga Parbat (8125 m) mai salito prima in stile alpino. Si è trattata della terza ascensione della parete, impresa insignita con il primo Piolet d’Or (Piccozza d’Oro) assegnato a una cordata nord¬americana. Affascinante e raffinato narratore, Steve House prosegue nel solco di Maurice Herzog e Lionel Terray. Oltre la montagna è una lettura avvincente destinata a divenire un classico nella letteratura di montagna. Un’opera rivolta a temi che accomunano l’esistenza di tutti noi, alpinisti e non – fiducia e sodalizio, successo e insuccesso, obiettivi da raggiungere, mentori ed eroi – accanto alla narrazione dell’acuita esperienza dell’alpinista di fronte al rischio e alla perdita dei suoi amici. Oltre la montagna è una finestra su un uomo intento a dare il meglio di se stesso.


UN MONDO CHE NON ESISTE PIU’

Anno di pubblicazione 2010

Tiziano Terzani non faceva solo il giornalista, ma anche il fotografo e spesso accompagnava i suoi reportage con i propri scatti. L’immagine è un’esigenza, diceva, lì dove le parole da sole non bastano. Quelle foto le rinchiudeva poi in grandi casse sperando di riuscire un giorno a riorganizzarle. Sua l’idea di farne un libro, come suoi sono i testi, editi e inediti, che affiancano le fotografie. Vedremo così finalmente luoghi e volti descritti nei suoi libri, l’oriente misterioso: “Ci andai in cerca dell’altro, di tutto quello che non conoscevo, all’inseguimento d’idee, di uomini, di storie di cui avevo solo letto”. Rapporti semplici, belli, veri, con persone incontrate per caso oppure con re, guerriglieri o religiosi. Quasi fosse un film, vedremo Terzani addentrarsi in bicicletta nella Cina degli anni Ottanta o andare su un cavallo a trovare il mago-guaritore del Mustang, tra rovine dell’antico e simboli, spesso inquietanti, del moderno. Scatto dopo scatto, si segue il suo percorso che dal dramma della guerra e dai grandi avvenimenti della storia lo conduce fino al suo rifugio di quiete nell’Himalaya. Una narrazione in fotografie e testi, due linguaggi che qui si fondono dandoci il ritratto di un’Asia appassionatamente vissuta, ma anche un ritratto di lui stesso. Un libro che fa venir voglia di nuove mete, non solo geografiche.


PARETE OVEST-La montagna senza compromessi

Anno di pubblicazione 2011

Estate 2004. La ripetizione, a distanza di trent’anni dalla prima lungo la parete Ovest dell’Ortles, ha rischiato di tramutarsi in tragedia per il sessantenne Reinhold Messner e il suo compagno di cordata. Messner infatti è rimasto bloccato su una parete strapiombante di 1000 metri sotto una cornice di ghiaccio. Con questo evento drammatico si apre il libro “Parete Ovest”, un libro segnato da una vena intimistica e quasi malinconica, in cui Reinhold Messner fa i conti con il suo “passato” di alpinista, mettendone in luce tutte le peculiarità: la ricerca dell’avventura estrema, del limite montagna. Un atteggiamento sempre meno diffuso a favore di un alpinismo “turistico” che sta devastando i paesaggi, in primo luogo quelli delle alpi di casa nostra, in cui Messner è cresciuto.


IL BENE OSTINATO

Anno di pubblicazione 2011

I “Medici con l’Africa” del Cuamm (Collegio Universitario Aspiranti e Medici Missionari) si spendono dal 1950 per il diritto fondamentale alla salute e l’accesso ai servizi sanitari. L’incontro tra il Cuamm e Paolo Rumiz è la scintilla da cui nasce questo libro. C’è uno scrittore-viaggiatore che si innamora del progetto, parte per l’Africa e osserva un’altra Italia in azione — “È la storia dei ‘profeti’ di oggi, i punti emergenti di un volontariato italiano di cui non si scrive, il nucleo di un altruismo che alberga negli stessi territori dell’egoismo antistranieri. È la storia di una pattuglia di medici italiani, inquadrati nella più brillante e meno nota – mai discussa – delle nostre Organizzazioni non governative, Medici con l’Africa Cuamm”. Il Cuamm oggi è presente in sette paesi: Angola, Etiopia, Kenya, Mozambico, Sudan, Tanzania e Uganda. L’incontro tra il Cuamm e Paolo Rumiz è la scintilla da cui nasce questo libro. C’è uno scrittore-viaggiatore che si innamora del progetto, parte per l’Africa e osserva un’altra Italia in azione. Si sofferma sulle donne e sugli uomini – non solo medici – che con le famiglie decidono di vivere e lavorare nei villaggi e nelle città dove opera il Cuamm. Quali sono le loro storie? Come è cambiata la loro vita? Qual è la radice del loro impegno? È l’occasione per indagare e raccontare un mondo poco conosciuto, composto da singolari emigranti, professionisti che si sradicano dall’Italia con le proprie famiglie per trapiantarsi in contesti disagiati, spesso pericolosi, sempre impegnativi. Sono storie particolari, a volte uniche, che connettono il Nord e il Sud del mondo. E forse aprono una strada al futuro.